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Centro Missionario Diocesano

Relazioni e riflessioni

3C

SCUOLA MEDIA "E.FERMI"

VILLANUOVA SUL CLISI

(REFERENTE PROF.SSA CLARA FERRETTI)

 

QUELLI DA SVILUPPARE SIAMO NOI!(2009)

Nel mese di febbraio abbiamo partecipato a due incontri davvero speciali. Guidati dall’esperto Claudio Treccani, responsabile dell’associazione BresciaMondo, siamo stati protagonisti di un percorso che, superando le nostre aspettative, ci ha fatto divertire e riflettere.
Partendo da un semplice (ma non banale) gioco di simulazione, abbiamo riprodotto i meccanismi iniqui e crudeli che dominano l’economia mondiale e abbiamo riflettuto sulle cause della povertà e del sottosviluppo.
Gli incontri ci hanno coinvolto perché ci siamo resi conto che, pur avendo solo quattordici anni, abbiamo la possibilità di cambiare veramente le cose.
È stato fantastico scoprire che facciamo parte della prima generazione della storia che può modificare e migliorare la realtà; noi, e non i soliti adulti!
Per la prima volta ci siamo sentiti dire che il nostro ruolo è insostituibile, che noi ragazzi possiamo influire sul destino dell’umanità con le nostre piccole scelte quotidiane.
Adesso sì che vogliamo boicottare questo sistema che per troppo tempo abbiamo considerato normale o addirittura giusto.
Tra i vari stimoli che ci sono stati proposti, alcuni in particolare ci hanno colpito. Vorremmo condividerli con i nostri coetanei, affinché capissero che le loro decisioni di ogni giorno possono salvare oppure condannare a morte tanti altri esseri umani.
Ogni nostra scelta, per quanto piccola ed insignificante possa sembrarci, può voler dire sì, condivido il sistema che ci sta dietro, oppure no, non voglio essere complice. Vi facciamo un esempio banale, lo stesso che ci ha proposto l’esperto nel secondo incontro. Vi raccontiamo così un’esperienza che pensiamo sia capitata ad ognuno di noi. Entrate in un negozio per comprare un paio di scarpe: la prima cosa che guardate è il modello, poi vi accertate della marca, della qualità e infine del prezzo.
Ma quanti di noi si domandano in quale paese sono state fabbricate?
Quanti di noi sono consapevoli del fatto che possono valere delle vite?
Non molti crediamo.
Certo, nel nostro sistema globalizzato, sta diventando sempre più difficile trovare oggetti, indumenti o cibi dietro ai quali non si nasconda il meccanismo spietato del profitto a tutti i costi, ma l’essere informati è fondamentale, perché viviamo in un mondo in cui non possiamo più dire che mancano le informazioni. E allora usiamo Internet per conoscere la realtà che ci circonda, non chiudiamoci nel nostro mondo dorato, imbevuto di egoismo e di indifferenza.
Ormai noi uomini siamo arrivati al punto di essere intolleranti verso tutto e verso tutti. Non ci fidiamo più di niente e di nessuno. Vediamo nel nostro fratello un nemico da combattere.
Dobbiamo invece ricordarci che l’altro è una ricchezza, è l’occasione di un magico incontro in cui far risplendere, e non annullare, le reciproche diversità.
Alla luce di quanto ci ha detto l’esperto, abbiamo capito che ci dobbiamo fermare e dobbiamo cominciare a rinunciare a ciò che è SUPERFLUO, INUTILE, addirittura CONTROPRODUCENTE.
Dobbiamo far emergere il nostro senso di responsabilità e guardare in faccia il povero che ci chiede conto della sua povertà. Anche perché il nostro stile di vita basato sul futile verrà pagato dai nostri figli e dalle generazioni che li seguiranno. Vogliamo veramente vivere in un mondo in cui il profitto vale più della vita stessa? In cui sprecare, guadagnare, inquinare, schiacciare, prevaricare, impoverire è legge ineluttabile?
Quello che sicuramente ci ha sconvolto di più è stato scoprire che le spese militari ammontano a 1.158 miliardi di $ all’anno!
Perché non utilizziamo tutto questo denaro per costruire ospedali, realizzare scuole, comprare vaccini … ci sarebbero tantissimi altri progetti più utili e costruttivi della guerra nei quali investire cifre di questo tipo!
Ricordiamoci infine, come ci ha detto Claudio, che la vita non è una gara in cui devi vincere per forza, che i talenti non vanno invidiati o custoditi gelosamente, ma messi a disposizione di chi ha bisogno, per rendere più bello e colorato il mondo.
Non c’è bisogno di avere 4 cellulari, 3 case e 5 macchine per dimostrare ciò che valiamo; il valore di una persona non si misura dai soldi che ha in tasca, ma dai sentimenti che ha nel cuore … le cose hanno un termine, una scadenza, l’amore, la generosità, l’altruismo, la disponibilità verso il prossimo NO.
Non vogliamo sembrare retorici, riempire queste pagine di frasi fatte, di “aria fritta”, sappiamo che non sarà facile.
Al solo pensiero di rinunciare a qualcosa a cui teniamo particolarmente, un paio di scarpe di quel marchio famoso, un cellulare ultimo modello … ci vengono i brividi. Ma ci proveremo, forse non tutti. Qualcuno è ancora convinto che, sì, il tema è bello, ma non possiamo farci niente. Non importa, da adesso in poi non potrà più dire che non sapeva.

 

QUELLI DA SVILUPPARE SIAMO NOI