CLASSE 3c
SCUOLA MEDIA G.D'ANNUNZIO SALO'.
MICHELE RICCIOTTI
" FAME RISORSE E MICROCREDITO"(maggio 2009)
Oggi abbiamo avuto un incontro con il Signor Claudio Treccani, del Centro Missionario di Brescia. Ha incominciato spiegandoci brevemente che cosa è la globalizzazione. Ce l’ha descritta come uno scambio di persone, di materie prime, di merci, ma anche di culture, di religioni, ecc…Sotto molti aspetti, quindi, la globalizzazione è un fenomeno estremamente positivo, ma che, portato all’esagerazione, si trasforma in ricchezza per pochi e povertà per molti. Riguardo a ciò, ho ritrovato il mio pensiero in quello del Signor Treccani. Il resto delle due ore che avevamo a disposizione lo abbiamo utilizzato per fare un gioco.Questo gioco consisteva nel dividere la classe in gruppi di tre o quattro persone e consegnare ad ogni gruppo una busta contenente fogli, forbici, righelli, squadre, matite.L’obiettivo del gioco era creare più forme geometriche possibile, per poi venderle a due compagni che svolgevano il ruolo della multinazionale Nestlè e quindi si doveva far fruttare il proprio denaro. Con questi soldi si doveva comprare il “pane”, che stava ad indicare tutto ciò che è necessario per sopravvivere, cosa che nessun gruppo ha fatto per svariati motivi. Non era assolutamente vietato fare scambi di merci tra i vari gruppi. Alla fine del gioco vi era un gruppo (il mio), che aveva fatto fruttare il proprio denaro a più di mille euro e un gruppo che aveva raggiunto a malapena i venti euro. Non abbiamo avuto il tempo di discutere su tutti i significati del gioco ma, una volta finito, il Signor Treccani ha chiesto se il gioco che avevamo fatto era un gioco competitivo. La maggior parte di noi (me compreso) ha risposto di sì. Come motivazione della mia risposta ho detto che ogni gruppo cercava di essere superiore agli altri e di guadagnare più denaro. A questo punto il Signor Treccani ha riletto da cima a fondo il regolamento del gioco, facendomi notare che non vi era nulla di competitivo ma eravamo noi ad esserlo.
Nel suo secondo incontro con noi, il Signor Treccani ci ha spiegato il significato del gioco che avevamo fatto l’incontro precedente. Ha incominciato la sua spiegazione sottolineando ancora una volta gli indecenti sprechi di denaro nel nord del mondo, dove basterebbe una minima percentuale di quel denaro per garantire acqua potabile a tutti. Successivamente ci ha posto una domanda: noi abbiamo delle responsabilità in tutto ciò? La prima risposta che mi è venuta in mente è di sì, ma senza una spiegazione valida. Per farci dare una risposta sensata, ci ha mostrato delle diapositive dove si mettevano a confronto gli avvenimenti del gioco con il corrispondente significato nella realtà. Questo intervento del Signor Treccani è servito a farmi riflettere. Ci ha suggerito di pensare fin d’ora a quello che sarà il nostro futuro e di non perdere tempo; inoltre, ha sottolineato che se tutte le persone nel mondo vivessero come viviamo noi oggi, la terra esisterebbe per ancora sessant’anni. Ma noi facciamo parte della prima generazione della storia che può cambiare; per cambiare sarebbe necessario invertire i cinque “di più” in cinque “di meno”, ovvero guadagnare di meno impoverire di meno, sprecare di meno, ecc… Inoltre sarebbero necessarie altre tre cose: più informazione, la possibilità di scegliere, e la costruzione di alternative. Tutto questo per dire che non è assolutamente vero che non si può fare nulla per salvaguardare il pianeta e tutti coloro che ci vivono; certo è che è fondamentale il contributo di tutte le persone anche in piccoli gesti quotidiani.
BANCA ETICA
Dopo gli incontri con il Signor Treccani è venuto a parlarci anche un socio della Banca Popolare Etica, ovvero quella banca che offre prestiti di denaro anche alle persone con meno possibilità economiche, al contrario delle banche “normali” che fanno prestiti solo a coloro che possono offrire garanzie per la restituzione dei soldi.La Banca Popolare Etica è nata l’otto Marzo 1999 e si occupa principalmente del terzo settore, cioè di un progetto sociale finanziato proprio dalla Banca Etica.Uno dei primi punti che il Signor Bortolotti ha toccato nel suo discorso e che ha poi ripreso alla fine, è quello delle cooperative sociali. In queste cooperative possono trovare lavoro persone con problemi di qualsiasi tipo, disabili, ex tossici…Un altro tema molto importante che è stato trattato nel nostro incontro è quello del commercio equo e solidale e del microcredito. Quest’ultimo, inventato dal premio nobel per la pace Muhammad Yunus, è uno strumento di sviluppo economico che garantisce a tutti l’accesso ai servizi finanziari primari. Si basa su piccoli prestiti di denaro, che poi viene restituito in modo che altre persone ne possano usufruire. Grazie a questo sistema economico sessanta milioni di famiglie sono uscite dalla condizione di povertà.Dopo aver trattato il problema della povertà nel mondo dal punto di vista prevalentemente morale con Treccani, lo abbiamo dunque trattato anche dal punto di vista economico.VILLAREGIA
Dopo questi due incontri abbiamo incontrato due missionarie del Centro Missionario di Villaregia. Fra tutti, il loro intervento è quello che mi è piaciuto di più, sono state chiare incisive.Hanno incominciato dicendo che per noi è normale andare a scuola, mangiare minimo tre volte al giorno, camminare per strada senza paura, andare a curarsi quando si è ammalati…Purtroppo, però, non per tutti è normale tutto ciò. 850 milioni di persone non consumano tre pasti al giorno, un bambino su sei è costretto a lavorare e, spesso, ad essere sfruttato.Successivamente hanno riportato un sondaggio che, nonostante la sua dubbia autenticità, ho ritenuto molto interessante: è stato chiesto a persone di diverse nazionalità che dicessero onestamente la propria opinione sulla scarsità degli alimenti nel resto del mondo.Gli Europei non hanno capito cosa significhi “scarsità”, gli Africani non sapevano cosa fossero gli alimenti, gli Americani hanno chiesto delucidazioni su cosa si intendesse per “resto del mondo”, i cinesi hanno invece chiesto cosa fosse un’ “opinione”, essendo vissuti sotto un regime comunista, che non dava libertà di pensiero.Nulla più di questo sondaggio riassume la situazione non solo economica mondiale.Durante il resto della prima fase dell’incontro ci sono stati ribaditi gli sprechi allucinanti del nord e le ingiustizie a cui sottoponiamo il sud.Nella seconda parte dell’incontro la parola è stata affidata a Teresa, che non ci ha dato nessuna informazione, nessuna statistica, ma ci ha raccontato di un’esperienza che le ha cambiato la vita. Ci ha raccontato della sua permanenza di undici anni in Perù, dove ha visto atti di amore, paura, coraggio che a noi sembrerebbero impossibili.

