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Centro Missionario Diocesano

Relazioni e riflessioni

CLASSE 3c

SCUOLA MEDIA G.D'ANNUNZIO SALO'.

ELISA TONOLI


"CONSUMO NON SOSTENIBILE"( 2009)
Lunedì 10 novembre, è venuto nella nostra classe Claudio Treccani.
Claudio lavora per il Centro Missionario di Brescia, è un animatore, ovvero è a contatto con ottocento missionari nel mondo, per conoscere, scoprire, imparare.
Ha iniziato l'incontro con l'aiuto di due domande, "Come va?" e "Come va, a voi, oggi?", soffermandosi sulla povertà presente nei paesi del sud. Ci ha dato delle informazioni, tra cui:
- ogni 6 secondi, un bambino nel Sud del Mondo, muore, per mancanza d'igiene, di acqua o anche solo a causa di un sorso di acqua inquinata!;
- bambini che sono costretti ad arruolarsi nell'esercito, abituandosi a trascorrere il giorno con un fucile in mano!;
- 18.000.000 di bambine si svegliano presto alla mattina per andare a prendere l' acqua da un pozzo lontano kilometri, e trasportarla con una pesante tanica!;
- bambini che sono costretti ad andare con i propri genitori, a lavorare in fabbrica, perché la paga giornaliera non è sufficiente per mandarli a scuola [questo in Indonesia]
Ci spiegava facendo domande, del tipo: "Noi, DOVE e QUANTO, SIAMO RESPONSABILI?", e Claudio ci ha chiesto di provare a spiegare in parole povere, che cos'è la Globalizzazione; certo, noi non abbiamo risposto, ma nella nostra mente avevamo già capito "la soluzione".
La Globalizzazione è uno scambio tra paesi. Questo scambio è più ampio, si "barattano" materie prime, tecnologia, cultura, modi di pensare, (cucinare)piatti tipici del paese, lingua, religioni! È un fenomeno estremamente positivo, bello, straordinario, meraviglioso che aiuta i popoli a conoscersi, scoprire e capire gli uni gli altri!
Gli economisti, però, dicono che la globalizzazione è un aumento di ricchezza per pochi e di impoverimento per molti. Questo scambio, per loro, è uno scambio non equo; si può notare dal prezzo di alcuni, anzi, molti prodotti. Noi, cittadini, siamo attivi, solidali, attenti agli altri? Ci occupiamo non solo di noi stessi ma del nostro vicino, o il nostro prossimo? La risposta l'abbiamo trovata facendo un gioco che Claudio ci ha proposto. Il gioco consisteva nel riprodurre delle forme geometriche con l'aiuto del materiale che ci veniva dato in una busta. Le forme servivano per guadagnare soldi da una multinazionale, la Nestlè[ formata da due compagni], che servivano per vivere e comprarci il cibo. Erano presenti, però,molti dati negativi, che condizionavano il gioco: c' erano regole che imponevano più obbiettivi precisi e inviolabili (altrimenti dovevi pagare una multa alla multinazionale). Bisogna collaborare e vendersi o prestarsi il materiale, perché poteva esserci il caso come di un gruppo che era privo di materiale e doveva impegnarsi a trovare qualcuno che gli vendesse, anzi, prestasse, qualcosa! Altri gruppi erano equilibrati e avevano la possibilità di vendere elementi in più a paesi che, pur avendo qualche spicciolo, erano privi di risorse.
Lo scopo del gioco non era solo di capire come funzionava il mondo attuale, ma anche collaborare tra componenti del gruppo e gruppi stessi. Noi puntiamo il dito contro le multinazionali, ma se fossimo noi i direttori, ci accorgeremmo dei più poveri? Poniamoci questa domanda, perché non dobbiamo sempre pensare che è colpa delle società più importanti, se anche noi non prestiamo attenzione alle persone povere che sono abitanti, perfino, delle nostre città!

Nel secondo incontro con il signor Treccani, abbiamo esaminato il gioco fatto l'incontro precedente con l'aiuto di alcune diapositive e paragonandolo alla realtà.
Così, abbiamo capito come funziona l'economia nel Mondo: mentre milioni e miliardi di bambini muoiono a causa della povertà, i paesi più ricchi spendono 8/12/105/1158 milioni di $ ed Euro per semplici cosmetici, alcolici, profumi, ma soprattutto spese militari. In questo caso, si può paragonare la realtà al gioco, individuando i paesi più poveri, e i paesi più ricchi che spendono soldi inutilmente, senza pensare che c'è qualcuno a cui manca praticamente tutto.Ma noi ci poniamo una domanda ogni tanto, su come siamo attenti a quanto spendiamo?Chi si è preoccupato che tutti avessero il minimo per vivere?Nel gioco, ogni gruppo pensava per sé; nessuno si è accorto che un gruppo non aveva nulla e non poteva "sopravvivere".
Nella realtà è così: quali paesi, si preoccupano dei paesi del sud, nei quali si muore di fame, sete, ...?
NESSUNO!
È tutto basato su me, noi, IO! Non siamo attenti al prossimo, a quello di cui ha bisogno. Non abbiamo seguito le regole del gioco: non abbiamo comprato pane per vivere, ci siamo solo occupati di fare soldi con le figure da costruire. Nel gioco, ci siamo in parte aiutati, in ogni singolo gruppo ci siamo divise le parti del lavoro, abbiamo collaborato; questo è possibile anche nella realtà: chi aiuta i più poveri: i missionari, il mondo del Volontariato, della solidarietà! E a causa di questa povertà, in gran parte del mondo, esistono le multinazionali, grandi "corporation" a capo di industrie che spesso sfruttano la manodopera dei bambini, lasciandoli analfabeti e costringendoli a lavorare anche più di 12 ore al giorno. Noi sappiamo quali sono queste multinazionali? Evitiamo di comprare i loro prodotti?? Queste sono le domande da porgersi. Quando andiamo al supermercato, guardiamo le marche dei prodotti? Bisogna farlo e, se si può, evitare di comprarli, per non essere d'accordo con i capi di queste grandi industrie. Questo secondo incontro mi è piaciuto veramente molto. Il fatto di discutere sull'Economia del Mondo in cui viviamo, di conoscere il potere che comanda non solo noi, ma la maggior parte del pianeta, è molto importante. Sapere cosa possiamo fare per aiutare i più bisognosi è un invito ad essere gentili, rispettosi, intelligenti. Abbiamo , quindi, le possibilità per cambiare anche solo una parte del Mondo; aiutiamo, contribuiamo nell'aiutare quelli che già donano la propria vita, come il volontariato, per le persone più povere
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